Una notte o l'altra
Teatro di danza Sons Partis Pris Words Buto Amnesia
ORE 18:39 DEL 15 GIUGNO 2013
Testa e territorio
Non ho mai visto nulla di simile.
E soprattutto non siamo mai stati qui così: stasera la cosa più importante è questo luogo trasformato in questo modo. Questo spazio è aperto a noi, abitato da artisti, vivo, questo territorio è in movimento, un labirinto sovraccarico di montaggi folli, e libero come una strada in cui lo spettatore può vagare. Il Générateur si presta a questo. David Noir ha riempito tutto, e non è né pulito né ordinato. Lo spazio disinstallato è più importante della sequenza di azioni che vi si svolgono. In effetti, tutto sembra essere in disordine. È tutto fuorché un palcoscenico allestito per una serata, con loro qui e noi là, eppure è un luogo di immaginazione sfrenata. Tutti i nostri pensieri repressi si materializzano qui e là: giochi di parole contorti, musica sfrenata, grida esistenziali, rallentamenti che sgocciolano dopo la fine del mondo, manifestazioni indecenti, video divertenti, poesie fuori dagli schemi, performer da tutte le parti, sesso in aria o addobbati in costumi stravaganti, rivolta disillusa, cattivo gusto sublimato. Quanto al tempo, si allunga e si libera, diluito nell'assenza di un piano apparente. È confuso come nelle nostre teste, di cattivo gusto, rilassato e inaspettato, i limiti non hanno confini, spostiamo le linee. Non ci crediamo, ma ci siamo in mezzo, nel nostro territorio mentale, così mi metto una maschera e una parrucca e mi muovo anch'io. Uno zombie mi insegue, David Noir mi arringa. Ma non sono mai costretto o imbarazzato, e mi piace la poesia paradossale e tenera che nasce dall'oscenità e dall'eccesso.
Era il Parchi di divertimento di David Noir al Générateur
Guy
Link all'articolo sul blog di Guy Degeorges, Un Soir ou un Autre


